Da consumare preferibilmente entro il…

24 Gennaio 2007 Nessun commento

Domani mia mamma festeggia i 63 anni facendo l’ingresso in un Hospice, dal quale non farà ritorno. Si è spenta l’ultima fiammella con la quale, illudendoci, ma non troppo, avevamo scacciato il buio, l’angoscia, l’infantile paura dell’abbandono che ora comprendo è sempre rimasta lì latente, filo sottilissimo come il legame con Lei.
Mi ha amato con quel filo: incapace di grandi slanci e piena di tanti silenzi ma lì presente, sempre sullo sfondo e mai in primo piano, per paura di disturbare ma disturbare chi?
Un figlio che hai inutilmente venerato e che si è comportato come tutti i figli di questo mondo: ha vissuto la sua vita…
Quel filo è ancora lì: lo userò per trainarti, perchè è forte per quanto è fine, e quando sarà divenuto trasparente ci appenderò i ricordi e così mi indicherà dove sei…

Ma è obbligatorio tradire?

18 Novembre 2005 1 commento


E? solo uno sfogo, ovvio, ma riflette il fastidio crescente che provo?. Nei discorsi, nei talk show, non parliamo dei reality. Sul lavoro e fuori. E? come se fosse diventato un passaggio obbligato per la maturità (quale?). Se non lo fai, o non ci provi, o almeno non ci pensi più o meno frequentemente, non sei normale. Niente moralismi! Fa parte della vita, da quando esiste?. e tutti in qualche fase l?abbiamo fatto. Ma ormai sembra assurto a obbligo sociale: fare cornuto il partner, sputtanare l?amico fraterno, disprezzare chi ieri ti ha porto la mano? Sempre con la solita giustificazione che trapela più o meno apertamente: la vita è una sola e bisogna godersela?
Certo che fare terra bruciata intorno a se stessi di veri amici e di solidi amori è un ottimo sistema per vivere godendo disperatamente..

sottotraccia

20 Settembre 2005 2 commenti


Sei qui ed altrove ogni giorno, a pontificare di politica, economia, leggi e decreti. Nulla ti sfugge, ma fatichi a vedere quello che hai sotto gli occhi. Rigoroso e calvinista a parole, inconcludente e fallimentare nella vita. Ti sei sempre preoccupato dei bisogni materiali di chi amavi ma non parlavi al suo cuore e l?hai perso? Una Sfinge circondata dalla sabbia. Quale sarà il tuo vanto negli anni grigi? ? la nausea che ti torce le viscere, il sibilo del vuoto che hai dentro.
Hai vergogna che qualcuno ti veda sanguinare: che presunzione!
Ma il bivio si avvicina e per quanto le gambe si rifiuteranno, una direzione reclamerà di venire percorsa: che la sorte ti sia propizia! Ne hai bisogno? ne ho bisogno.

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Respect!!!

5 Dicembre 2004 1 commento


Sono appassionato di musica da sempre, curioso, vorace, ho certo i miei gusti personali, ma un’orecchio lo presto volentieri per tutto ciò che mi capita a tiro.
Ho quindi assistito all’avanzata prepotente, massiccia della black music americana in questi ultimi anni, non solo nei generi “storicamente” black: hip hop, r’n'b, pop.
Ovviamente insieme ai dischi sono arrivati i video che li accompagnano e le performance promozionali nei vari show in giro per il mondo.
Mi ha colpito un particolare, che avevo già percepito in altri ambiti dello show-business americano: nei video gli interpreti di colore sono circondati solo da altre persone di colore, al massimo con l’aggiunta di qualche latinos. Le eccezzioni a questa situazione sono davvero tali.
Quindi co-interpreti, ballerini, comparse appartengono quasi esclusivamente allo stesso gruppo razziale, o comunque a minoranze etniche.
Nell’America del melting pot è ancora vigente una sorta di segregazione razziale? E le major musicali (che di certo influiscono sulle scelte artistiche) che pro ne hanno?
Altra annotazione: il ruolo delle ragazze è generalmente contorno sessuale, con sculettamento spasmodico a diretto contatto con la patta del macho, ben dotato delle solite catenone da neve al collo, orecchini in diamante da neo-arricchito affrancatosi dal ghetto, e tutto l’ormai consolidato corollario di amenità trash. Perfino quando l’interprete è femminile non sfugge a questa prassi.
Indipendentemente dalla “qualità” della musica proposta, ed evitando di essere bigotto, quello che mi stupisce è come proprio il pubblico a cui sono diretti questi “messaggi” premi in maniera acritica questo modo di rappresentarli.
Si vede che funziona…. ed io non ho capito nulla.

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Candela nei blog, morte nel cuore

5 Settembre 2004 2 commenti


Aderisco ai vari appelli lanciati in Rete e invito i lettori a fare altrettanto.

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Solo ruggine? Magari!

30 Agosto 2004 Nessun commento


Disequazioni logaritmiche, teorema di Bernoulli, leggi dell’induzione elettromagnetica, ..azz! Me l’avevano detto, lo sapevo che era dura ricominciare dopo… dopo… RIazz! 16 anni, più o meno. L’esame di ammissione si avvicina inesorabile ed io in questo momento ho le iperboli che mi intasano i neuroni, le costanti assai poco costanti visto che dopo qualche minuto le perdo e il morale un po’ bassino a dire il vero… Beh andrò a fare due passi magari riesco a seminare per strada un po’ di quella ruggine che mi rallenta così tanto.

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E noi ci lamentiamo delle nostre pensioni (future o futuribili)

27 Agosto 2004 2 commenti

Dal televideo RAI:Alan Greenspan “Gli Stati Uniti dovranno ridurre al più presto le prestazioni dello Stato sociale per il progressivo invecchiamento della popolazione. Le erogazioni garantite della previdenza sociale e dall’assistenza sanitaria Medicare dovranno essere diminuite, in caso contrario l’America si troverà di fronte a scelte dolorose e repentine. Per salvaguardare la stabilità delle finanze pubbliche, il presidente della Fed propone di innalzare l’età pensionabile. Che figo il buon vecchio Alan! Con un quinto della popolazione che non ha accesso a un’assistenza sanitaria degna di questo nome, con le loro pensioni pubbliche che a stento arrivano al 40% dell’ultimo stipendio percepito chissà dove ha trovato tutto questo spreco di risorse. Probabilmente teme che in futuro non vi siano più $$$ per sovvenzionare gli agricoltori e le industrie manifatturiere per vendere in dumping alla faccia del libero mercato. Oppure che il Pentagono debba ridimensionare il suo misero budget (superiore al PIL dell’Africa e del Sudamerica insieme) che tra l’altro adopera come ben sappiamo.
Io personalmente non sono certo antiamericano: sono anticaz…e e questa qua del governatore della Fed lo sembra proprio! Ma mi illudo: quando certi personaggi aprono un discorso non lo fanno senza un motivo preciso…

In fondo, ma con ben altra collocazione nel mio cuore, rendo omaggio all’ennesima vittima italiana di quell’assurdità opposta alla pace.

Matricola a 35 anni

23 Agosto 2004 6 commenti

Francamente non lo so cosa mi è passato per la testa, forse (anzi sicuramente) fa parte di quello sconvolgimento nel modo di affrontare la vita, nello sgretolamento delle basi su cui poggiavo il mio tranquillo tran-tran quotidiano che ho affrontato (cercato? o subito?) negli ultimi mesi. Fatto sta che mi sono iscritto per dare l’esame di ammissione all’università, facoltà di ingegneria per giunta.
Forse una spinta l’ho ricevuta da mia sorella che si è iscritta anche lei (però non è sposata e ha sette anni in meno), ma pure lei vuole cercare una professione più gratificante. Certo ha avuto un suo ruolo il fatto, mai pienamente ammesso, che non averlo potuto fare all’età canonica mi era sempre rimasto sul gozzo. Dopo un diploma conseguito brillantemente e indubbie capacità, di fronte al bivio ho chinato la testa visto che in famiglia non lavorava nessuno.
Anche oggi le resistenze sono tante, dopo una iniziale ma fredda approvazione è iniziato l’assedio: mia moglie “ma non è che il tuo sia uno sfizio? e poi non trascurerai troppo la famiglia, il lavoro e gli altri tuoi impegni attuali?”, parentela varia “ma cosa credi di fare a 35 anni? e poi chi lo assume un neolaureato 40enne?”. Non hanno tutti i torti (a parte l’osservazione sullo sfizio, visto che ne conosco di più immediatamente gratificanti), ma voglio provarci forse perchè oggi per me fermarsi è diventato un pò come morire.

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diario di bordo, giornata astrale 11466

22 Marzo 2004 10 commenti

Questa mattina è andato in scena l’ennesimo capitolo della tragedia che conosciamo con il nome di conflitto arabo-israeliano. Elicotteri dell’esercito di Tel Aviv hanno ucciso con dei razzi lo sceicco Yassim, fondatore e leader spirituale del movimento Hamas. La decisione sembra sia stata presa in prima persona dal premier Ariel Sharon; immediate sono state le grida di vendetta che Hamas e le altre organizzazioni militari palestinesi hanno levato nei confronti di Israele e del suo governo. La domanda che mi pongo è questa: la leadership ebraica è forse arrivata alla conclusione che non sia possibile una soluzione non militare di questo conflitto? Lo sceicco Yassim di certo non era un benefattore dell’umanità, ma un ideologo del terrore, ispiratore della politica militare di un movimento, Hamas appunto, che però vanta un radicamento e un raggio d’azione nella società palestinese che vanno ben aldilà dell’uso delle armi e dei kamikaze. Con il denaro delle donazioni che pervengono da tutto il mondo, Hamas sostiene scuole, palestre, famiglie povere e mense, in un territorio economicamente all’anno zero. Al tempo stesso questa organizzazione è il più acerrimo sostenitore della linea dura, non negoziale, nei confronti di Israele, nei cui confronti ha scatenato centinaia di attacchi sia militari che di martiri suicidi. Chi ha avuto la pazienza di seguire negli anni queste tormentate vicende non può non essere preso dallo sconforto nel vedere l’incancrenirsi continuo di tale conflitto, l’abbattimento sistematico di qualunque progetto che dia credito ad una fievole speranza di pace. Sembra di vedere un serpente che si morde la coda: da una parte la richiesta di sicurezza da parte di Israele, dall’altra l’insediamento di colonie ed il rastrellamento delle risorse idriche; e poi il ritorno degli esuli palestinesi e l’intransigenza di chi non capisce che la stato ebraico è un dato di fatto insopprimibile. Con un’opinione pubblica internazionale che fatica a discernere torti e diritti, mescolati come il sangue e la polvere di questa terra martoriata, per ironia del destino terra sacra per tutte e tre la grandi religioni monoteiste…..
Per chi volesse districarsi nel ginepraio odierno, segnalo un esauriente dossier redatto da Tiscali notizie.
La mia personale opinione è che senza una reale pressione del governo USA nei confronti di quello di Tel Aviv, in favore di un processo distensivo, e contemporaneamente un colpo di scure sui finanziamenti ai gruppi integralisti palestinesi, questa tragedia si arricchirà di altri dolorosi capitoli, radicando odio e rancore infinito.

diario di bordo, giornata astrale 11465

14 Marzo 2004 13 commenti

Sabato sera, centro commerciale, solita confusione ed orgia consumistica. Due ragazzi, stimo 15 massimo 16 anni, maschio e femmina, vestiti e pettinati come tanti altri, comuni direi. Purtroppo la loro spesa è alquanto comune ormai: una bottiglia di Gordon’s dry gin e basta. Non sto parlando di una birretta o di una bottiglia di vino. Non è la prima volta che mi capita di vedere questi acquisti e non voglio mettermi a fare il moralista: chi ha vissuto l’adolescenza con me si sbellicherebbe dalle risate: “Da che pulpito viene la predica!” Il fatto che in questi anni il fenomeno ha assunto proporzioni enormi, e si va ad aggiungere ad altri “fattori di rischio” come la droghe. Parlavo proprio venerdì scorso con una collega di 23 anni, quindi più giovane, di come si passavano le serate, e mi ha confermato lo scenario che appare a chi non vuole nascondere la testa sotto la sabbia: 2/3 degli adolescenti bevono, pesante, senza più distinzione tra ragazzi e ragazze. Allo stesso modo è cresciuto in maniera esponenziale il consumo abbinato a droghe, mica fumo o meglio non solo, ma pastiglie e coca. “Ma i soldi?” ho chiesto. Risposta: “Semplice! Si fa una colletta, e poi appena cominci a lavorare 100 o 200 euro da spendere in tasca ce li hai!” Cazzo! Quante volte sono tornato a casa, guidando con il pilota automatico perchè gli occhi erano spenti dal bere e a volte dal “fumare”. A volte non sono tornato affatto, dovendo accostare a dormire. Eppure ora non riesco ad accettarlo negli altri, è solo ipocrisia da invecchiamento? Queste “seratine” devono diventare la norma del processo di crescita? Pragmatico e decisionista, queste definizioni me le sono sempre sentite calzare bene addosso, in questo momento sono molto confuso invece. Dovremmo inasprire le leggi e il controllo sui minori, dopo essercene bellamente sbattuti finora?